Il viaggio

Prendimi le mani e stringile al petto
le mani che invisibili esplorano il silenzio
invisibile in ogni angolo delle nostre ansie
l’incubo in cui ci agitiamo
noi stessi e null’altro,
un’ombra sola
la nostra oscurità che fiorisce.

Troppo lontana sei per gli esili fili grigi
a mendicare con gli occhi nostalgia e tristezza,
le tue formule magiche, libere
come la tua anima

le mie scarpe piene di sabbia.

Abbiamo viaggiato nei nostri cuori,
nelle nostre memorie ai confini del tempo
nello stupore irreale e dimenticato,
senza vergogna i battiti dei nostri cuori.

Il pensiero che indugia su riccioli scuri, arruffati
dal vento e dalla vita.

Appesa al filo dell’orizzonte la preghiera delle mani
il canto di bandiere votive intonate al sole che muore,
un colore gravido di sogni e ricordi
un tratto di strada
che va oltre i tuoi ultimi passi.

La siepe dei lillà

Quali occhi raccontano la strada fatta di magia,
qualche immagine strana, le sedie in giardino.
Difficile guardar fuori, nel buio,
il traffico di notte in paradiso, l’avidità dei sogni,
la poesia invisibile elaborata dietro gli occhi.

….Ferma la memoria in questo esilio,sedeva immobile
….nella gelida cerchia delle sue virtù
….l’atteggiamento eburneo.

Sotto il muro del parco un lembo del sipario;
ombre sdraiate, in attesa, sulla panchina
la natura morale caduta in frantumi.

….La prima pioggia dell’estate cancella le impronte dei suoi sguardi,
….libera la strada, i contorni, i ritorni.

COSA RICORDI DI NOI?

….La tenebra chiudeva l’orizzonte ampliando la sua libertà,
….l’ombra scura del faggio ridava campo ai suoi pensieri.

Beata oscurità le isole del vento,
il nero cielo scontroso, il fuoco che si spegne.

Lo sguardo su una nota di sfida
….guardava in basso
……..la punta delle scarpe coperte dai lillà.