Basta aspettare

 

Fragile come l’aurora
questo vivere la tua presenza,
un tracciato di parole ammutinate
il canto lontano del silenzio.

L’angoscia che serra il cuore,
nel devoto sorriso all’esile giorno,
le mani unite come papaveri e grano.

La schiena curva, le mani vuote,
spalle appoggiate ad un muro di vento,
un pascolo di nubi stracciate
nei respiri sospesi.

Il gemito del corno di caccia,
la mia voce che chiama;
al di là di variegate radure,
sbuffi di bianco vapore su rami spogli
gocciolando l’alito degli alberi,

trasudando un lento contagio.

Un camminare senza avanzare
inghiottendo aria, come
chi sta per affogare.
……………………………………..
……………………………………..
Poi esplose il pianto,
un urlo straziato
il canto lontano del silenzio.
Risalirà la sua sorgente
la buia solitudine al di là delle sbarre,
l’impazienza di unirsi al vento, e
una tomba per tutto…..

…..basta aspettare.

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