ICE CREAM

La mia neve
non è la vostra neve.

E’ venuta giù, stanotte,
attraversando i raggi della luna
e l’alba l’ha accarezzata
con le sue dita tinte di rosa.

E’ fresca, soffice, pulita:
m’invita a caderci sopra,
all’indietro
con le braccia aperte, lasciando un’impronta
come il cristo in croce
senza che pianga una madre.
La vostra neve

è neve sporca, insozzata,
impaciugata dai vostri passi senza riguardo,
dai vostri portaceneri vuotati ai bordi delle strade,
schizzata sui muri
laceri brandelli di puri ricordi.

Io, voglio bene alla mia neve.

Prima di sera riempirò un bicchiere,
mi farò un gelato
come da bambino,
quando mancavano i soldi e s’inghiottivano
solo gli sguardi
fissi ai vetri della gelateria.

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