Il tempo

Non devi aver paura, il tempo dimentica.

In questa stanchezza senza fine smarrisce se stesso;
segna e disegna cadenze vitali passando oltre
un volto che affonda, algido come un abbaglio,
piccola ombra chiara il segno della sua esistenza.

Estrai l’oro dai salici nello stagno
quel bisbiglio di essenze e alambicchi
onde d’aria e di musica
il ritmo dei versi nella stanza.

Nomina ora, se riesci, quei brandelli di battute
attraverso i muri, a braccia tese
scava cercando nelle tasche un compagno d’esilio,
un diario d’immagini incoerenti e ineluttabili, di volo,
come si vola in sogno.

Il tempo ricorda

nei tuoi occhi pallide fiamme lievi
sulla pelle
il vento che non vedi.

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