Il viaggio

Prendimi le mani e stringile al petto
le mani che invisibili esplorano il silenzio
invisibile in ogni angolo delle nostre ansie
l’incubo in cui ci agitiamo
noi stessi e null’altro,
un’ombra sola
la nostra oscurità che fiorisce.

Troppo lontana sei per gli esili fili grigi
a mendicare con gli occhi nostalgia e tristezza,
le tue formule magiche, libere
come la tua anima

le mie scarpe piene di sabbia.

Abbiamo viaggiato nei nostri cuori,
nelle nostre memorie ai confini del tempo
nello stupore irreale e dimenticato,
senza vergogna i battiti dei nostri cuori.

Il pensiero che indugia su riccioli scuri, arruffati
dal vento e dalla vita.

Appesa al filo dell’orizzonte la preghiera delle mani
il canto di bandiere votive intonate al sole che muore,
un colore gravido di sogni e ricordi
un tratto di strada
che va oltre i tuoi ultimi passi.

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