La siepe dei lillà

Quali occhi raccontano la strada fatta di magia,
qualche immagine strana, le sedie in giardino.
Difficile guardar fuori, nel buio,
il traffico di notte in paradiso, l’avidità dei sogni,
la poesia invisibile elaborata dietro gli occhi.

….Ferma la memoria in questo esilio,sedeva immobile
….nella gelida cerchia delle sue virtù
….l’atteggiamento eburneo.

Sotto il muro del parco un lembo del sipario;
ombre sdraiate, in attesa, sulla panchina
la natura morale caduta in frantumi.

….La prima pioggia dell’estate cancella le impronte dei suoi sguardi,
….libera la strada, i contorni, i ritorni.

COSA RICORDI DI NOI?

….La tenebra chiudeva l’orizzonte ampliando la sua libertà,
….l’ombra scura del faggio ridava campo ai suoi pensieri.

Beata oscurità le isole del vento,
il nero cielo scontroso, il fuoco che si spegne.

Lo sguardo su una nota di sfida
….guardava in basso
……..la punta delle scarpe coperte dai lillà.

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