La strada

Ancora sotto i piedi seduto ad osservarla,
libertà recisa, costretto dall’inerzia
impotente nel mutare sempre uguale,
piccola nube fra oriente e occidente.

Universi antichi invariati da millenni

(come i campi arati nella valle)

ostacoli sdraiati sulla via,
strati di sabbia e rabbia,
architetture della tradizione.

I miei passi senza far rumore,
libertà mai barattata
godendo della luce che si allunga,
spalancata ad osservare il mondo,
bello come mai l’avevo visto;

una fuga che mi corre incontro.

Finestra aperta nel cuore della notte,
tenera amante quell’aria tesa e rarefatta.

Affascinato
l’ho contemplata a lungo
lasciando un letto ancora caldo,
stropicciando il sogno dentro agli occhi,
pupille accese a piedi scalzi;

la differenza fra di noi.

Occhi puntati avanti
seguendo liberi un pensiero,
libero come polvere di strada,
il rumore dell’aria strappata
alla lama del vento, che incide la pelle,
e intorno il silenzio che squarcia il mio tempo
rarefatto dai segni sul viso.

Strada sgombra d’auto e di camion,
illesa dai clacson
e giù in fondo primi raggi di radente calore,
tempo immutabile nei riflessi dell’oro,
quella luce che illumina
occhi che sanno vedere

dove altri non scorgono nulla.

Outrage

2 pensieri su “La strada

  1. me la ricordo sai questa ? è bellissima. Tra l’altro ho appena visto il film sul libro di Kerouac e penso a quella smania di andare che non è meta, ma viaggio….
    sono così felice di leggerti :-)

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